venerdì 20 dicembre 2013

Corso di canto Lezione 3: La Voce, tra tecnica ed interpretazione


La voce, tra Tecnica e Interpretazione


A cura di Roberto Ivaldi

E' sempre stato uno dei dibattiti più accesi, che ha coinvolto gli amanti del canto e della musica, a partire dai neofiti fino ad arrivare agli esperti del settore: “Meglio la tecnica o l'interpretazione?”

In questo articolo analizzeremo questi due aspetti che maggiormente interessano ad un cantante, aspetti che ci portano a fare un'analisi profonda della nostra voce. Ho sentito molte volte le seguenti affermazioni: “canto cover e la mia voce deve assomigliare a quel cantante” o “devo rendere mio quel brano” o ancora “meglio concentrarsi sulla precisione tecnica” e “importante è usare il cuore ed emozionare”... Niente di nuovo! Ovviamente non si può dare una risposta che accontenti tutti, ma in realtà c'è un filo che lega interpretazione e tecnica. La spiegazione la troviamo nella nostra voce, o meglio negli elementi che la compongono. Si, perché in realtà tecnica ed interpretazione devono essere viste come due facce della stessa medaglia.

Per spiegare in modo chiaro questo argomento, è necessario parlare di due fattori: Anatomia e Tecnica Vocale.

Partiamo dal concetto anatomico:



Durante l'inspirazione si possono definire i polmoni come la fonte dell'energia che determina la vibrazione delle corde vocali. Le corde vocali producono le frequenze che stabiliscono l'altezza dei suoni della voce parlata e cantata. La frequenza generata dalle corde vocali grazie alle zone di risonanza che possono essere di tre tipi:

- Morbide: Palato molle, Faringe, Guance.
- Dure: Ossa del Cranio e del Corpo, Cassa Toracica, Denti.
- Cave: Seni Sfenoidali (dietro gli zigomi),Cavità Orali e Nasali, Seni Frontali, Seni Mascellari
Anche labbra e lingua e ovviamente l'epiglottide contribuiscono alla risonanza vocale.
Tutte queste zone sono coordinate dal cervello per l'articolazione e pronuncia delle parole.
Questo concetto può far capire quanto l'apparato fonatorio crei già di per sé i presupposti non solo per una voce in sicurezza, ma anche per la qualità interpretativa dei suoni, che vengono “risvegliati” attraverso la risonanza interessata, stimolati ad esempio da fattori come umore, orecchio musicale e sensibilità.
La stessa cosa avviene per i “colori della voce”. Le sfumature del nostro stato d'animo vengono a contatto con elementi quali ad esempio il tono, la velocità di scansione dei termini, pause e volume creando un suono unico, impossibile però da realizzarsi senza l'uso (inconsapevole in quanto abitudinario) delle tecniche espressive della voce.
Questo verifica quanto nell'interpretazione ci sia un fondamento di tecnica.
Dopo una breve spiegazione anatomica, passiamo alla Tecnica Vocale.
I suoni prodotti dalle corde vocali vengono chiamati sistema "portante".
Tutte le zone di risonanza che tendono a modificare timbro, l'intensità e la cadenza portante fanno parte del sistema "modulante".

Per fare chiarezza possiamo dire che la frequenza portante, cioè l'altezza dei suoni emessi dalle corde vocali, può variare indipendentemente dal comportamento del sistema modulante.

Questo perché il sistema modulante può stimolare la fonazione a prescindere dalla frequenza portante emessa dalle corde vocali. Se ad esempio in emissione di "esse” le corde vocali risultano aperte e non possono creare suono. E' invece il passaggio dell'aria distribuita dai polmoni ad avviare il sistema modulante. Il risultato sarà altrettanto percepito con l'emissione di "esse" prolungata. Infatti, modificando la posizione di labbra e cavità orale, il flusso sonoro pur rimanendo tale, subirà una modificazione a livello timbrico risultando appunto "modulato ". Tutto questo per spiegare quanto funzioni come respirazione e risonanze, se utilizzate in modo corretto, producono vera e propria qualità sonora, oltre che a disciplinare l'atto fonatorio. Ad esempio, alcuni artisti vengono accusati di essere freddi, di risultare non comunicativi. Sicuro sia solo un problema emotivo, di interpretazione? C'entra anche la Tecnica Vocale.

Riconoscere quali zone di risonanza utilizzare, come sostenere i suoni con il diaframma, evitare di avere una voce troppo tesa e rigida, che non sappia glissare o eseguire passaggi delicati e morbidi sono tutte forme di mancanza di tecnica. Per fare un esempio, utilizzando un'emissione di tipo ingolata ( si dice anche schiacciata), il risultato fonico sarà stridente, sbiancante e soffocato in una zona ristretta dell'apparato di risonanza. Questo chiaramente comporta una difficoltà a realizzare l'interpretazione.
Nel caso invece di un'emissione morbida (esempio la maschera) c'è il rischio inverso, ovvero di ottenere una sensazione di vocalità troppo aerea e nasale, a causa di un' uso eccessivo del palato molle, a scapito di ampiezza e gradevolezza , sensazioni che sono proprie della stessa emissione morbida.
Troppa tecnica quindi non significa essere solo “bravi” ma può comportare rigidità e dissonanza nelle vibrazioni sonore, che risulteranno indecise e imprecise, e potrebbero non essere percepite in maniera corretta dal pubblico che ascolta.
In questo articolo si potrebbero dare dei consigli generici su come realizzare una voce che abbia componenti tecniche e di interpretazione, tuttavia non sarebbero di totale aiuto ai lettori, in quanto la voce di ognuno è diversa, e soprattutto i consigli non sarebbero mirati alla voce del cantante interessato. Questo lo ritengo un aspetto fondamentale.
A tal proposito mi sento di offrire i seguenti suggerimenti, che possono essere alla portata di tutti:
Evitare di imparare il canto “a pappagallo”: Studi di gruppo non favoriscono la crescita e possono creare confusione, meglio un corso personalizzato in base alle esigenze.
Leggere è utile, ma fino a un certo punto: Esistono molti testi interessanti che trattano di canto, ma la cultura non sempre è finalizzabile in concreto e rischia di restare un concetto teorico, filosofico. Consigliabile quindi di chiedere supporto a un esperto qualora si desiderasse approfondire in termini tecnici.
Diffidare dai metodi che promettono risultati in breve tempo: Il canto è una dote, un talento. Questo è vero, come è vero che seppur a diversi livelli tutti siamo in grado di cantare. Ma esistono metodi che indicano la possibilità di “costruire da zero la voce” in poco tempo affidandosi a tecniche di natura classica o moderna. Purtroppo non è la realtà. Per imparare a cantare servono impegno, dedizione, esercitazione. Non esistono “pulsanti”. Certo, si può trasformare una voce, anche in un tempo relativamente breve, ma passare da neofita a esperto è un percorso, e vi garantisco che vale la pena farlo.
Respirazione e Diaframma: Imparate a controllare e a sfruttare al meglio queste due componenti. Sono vitali per la salute, la sicurezza e la qualità della voce.
Cantare non significa urlare: Rispettate il vostro registro vocale, molti decibel non significano grande voce. Grande voce è quando sapete gestirla, modularla, controllarla, farla risuonare con agilità e senza fatica né dolore. Chiaramente è giustissimo superare i propri limiti vocali, ma provateci solo con un professionista che vi segua passo passo, sempre. Partite dalla tessitura, la zona più agile della vostra voce, e con pazienza provate a migliorare estensione, pienezza dei suoni, passaggi ecc.. sia in grave che in acuto. Sperimentare accresce, strafare distrugge.
Il messaggio: E' importante capire quale messaggio vogliamo dare. A prescindere dal tema del nostro testo (cover o inedito), abbiamo in quanto artisti la possibilità e il privilegio di raccontare a “modo nostro” questa “storia”. Intendo dire che genuinità e sincerità sono molto meglio di una maschera di apparente perfezione. Il messaggio è un qualcosa che abbiamo dentro, e nessuno può e deve snaturarlo. Non esiste una scuola per l'istinto, per la passione. Lasciatevi trascinare, raccontate la vostra storia.
Rispettare la propria voce: Evitare sostanze quali fumo, alcool e bevande gassate. Coprire la gola con una sciarpa se fa freddo e non cantare mai a voce fredda. Le corde vocali sono molto delicate, trattiamole con la massima cura.
Per l'interpretazione, un consiglio è quello di leggere a voce moderata il testo di un libro. Ascoltarsi e cercare di carpire le sfumature della nostra voce è fondamentale. Analizzare quali elementi sono da migliorare e quali vanno valorizzati, come descritto in precedenza (tono, pause ecc...). Inoltre, comprendere il significato di un testo è molto importante, lavorate sull'empatia tra voi, il vostro modo di percepire e poi trasmettere le emozioni, e il vostro testo. Altra cosa importante, conoscere quali zone di risonanza utilizzate più spesso, cosa fa il vostro apparato fonatorio mentre cantate. Come si muove, cosa esprime.
Sperando di avere chiarito, almeno in parte, quanto Tecnica e Interpretazione siano in realtà due elementi molto vicini tra loro, invito tutti i lettori a sperimentare con gioia e curiosità questo nuovo approccio, che sia di stimolo per comprendere che se la voce è utilizzata con naturalezza, equilibrio e consapevolezza, allora il risultato sarà per forza ottimale, ideale. Approfondendo ogni sfumatura del vostro modo di cantare, apprezzerete maggiormente la grande arte del cantare bene, con tecnica, interpretazione e cuore.
"LE VIBRAZIONI TECNICHE SI FONDONO A QUELLE EMOZIONALI, LEGANDO UN FLUSSO SONORO IMPOSSIBILE DA INTERROMPERE”.

Roberto Ivaldi

Insegnante di Canto
Supporto per Artisti Emergenti
Assistenza alla Produzione
Perfezionamento Tecnico
Sviluppo Manageriale
Tel: 3409870817
Mail: corsidicantomoderno@gmail.com
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