martedì 26 marzo 2013

The Abyss Gods - "effetto trash" da Roma


By Andrea Galuzzi (Keep on Epic Progressive Thrash Metalling)

Completata rapidamente la preparazione dei bagagli per il mio imminente viaggio a Praga mi dedico (finalmente) alla stesura di questa recensione che da troppo tempo avevo tra le mani; E quale clima migliore di una cupa e umida mattinata piovosa cittadina per scrivere una recensione sugli Abyss Gods? (molti risponderanno “una cupa e umida mattinata piovosa in mezzo al mare”, ma vi chiedo di non rovinarmi la poesia).

Partiamo subito in quarta dicendo che il nome è davvero forte, e non pensate che ciò sia indifferente, poiché un nome con un appeal così forte resta impresso, specialmente per gli amanti (me compreso) di tutto ciò che concerne l’epico o il leggendario. In secondo luogo, volevo sottolineare la particolarità del genere, che alle mie orecchie è stato di difficile delineazione al primo ascolto: quello che dopo alcuni ascolti sono arrivato a percepire è che la sonorità predominante è certamente Thrash, di quello più puro e classico (Metallica Style per intenderci) ma, a partire da questo, si evolve in mille direzioni divergenti.

Il forte “effetto Thrash” percepito è dettato principalmente da tre fattori: la chitarra ritmica, la batteria e la voce (quest'ultima nello stile un po’ slag ricorda il buon Hetfiled). Queste tre componenti insieme piantano le fondamenta del sound degli Abyss Gods, rivelandone le radici grezze e graffianti tipiche di questo stile. D’altra parte (e forse sarà anche il nome a suggerirmelo) si sentono alcune influenze degli Amon Amarth (la mia band Death preferita) soprattutto nella chitarra solista che talvolta esplode in riff alla “Twilight Of The Thunder God” e assoli degni della medesima canzone (assoluto capolavoro, a parer mio, della band precedentemente citata).Tali influenze si riscontrano oltretutto nelle atmosfere che riportano alla mitologia di provenienza molto nordica. In tutto questo è anche presente una spruzzata di progressive, soprattutto nel basso che mi ricorda vagamente quello degli Orphaned Land, gli istraeliani del Progressive Death Metal, ma anche l’effetto generale è molto Prog e mi piace da impazzire.


Questi ragazzi romani hanno molta forza ed inventiva, uno stile tutto loro e un genere che no so bene come definire (la mia idea è Epic Progressive Thrash Metal, ma sarebbe interessante conoscere le vostre idee e quella dei diretti interessati) e stanno cercando di imporsi nella scena del Metal più estremo con grande entusiasmo e, a mio parere, con discreto successo, sfornando anche dei pezzi di grandissima qualità, uno su tutti “Into Destiny”.

Il livello di questa band è davvero alto e amerei vederla live; i consigli che posso dare quindi scarseggiano, loro sanno quello che valgono e quello che vogliono, perciò l’unica cosa che posso dire è di tenere la testa alta e di non perdersi pensando di aver già fatto tutto, anzi, è arrivato il momento di imporsi e di continuare la scalata con il doppio dell’entusiasmo, scrivendo un album con l’obbiettivo di migliorare ciò che è già stato fatto e di consacrarsi. 



 


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