lunedì 29 ottobre 2012

La visione, l'ombra e le forme: creare musica in completa libertà e senza alcuna limitazione

by F.L.

"La visione, l'ombra e le forme": creare musica in completa libertà e senza alcuna limitazione; continua sorpresa sonora in evoluzione. E' il particolare progetto  di Luigi Benedetti e Federico Gioacchino Uccellani,  che nasce nel gennaio 2010 ed esprime sin dalle prime note un' ambizione enorme, un continuo protendere verso l'infinito  difficilmente
etichettabile in un solo genere. Il duo proveniente da Gubbio  spazia da antichi ricordi del primo Battiato ed annessi Kraftwerk,passando per Ustmamò, i migliori Bluvertigo, fusion/prog del versante Don Caballeros e affini,addirittura un po' di godibile System of a Down nel cantato(!), sino  a giungere  per brevi attimi(non picchiatemi..) ad atmosfere di retrogusto  care al folk.Il disco,sempre in bilico tra tematiche sonore di natura molto differenti tra loro,ha cmq uno spiccato filo conduttore e si ascolta con estrema naturalezza..ogni tanto viene da chiedersi:ma questi  sono davvero italiani? Sprazzi di Bowie qua e la, qualche clichet della più disparata new wawe primi'80 in mezzo, "la visione, l'ombra e le forme" è un'autoproduzione  sia per arrangiamenti che per artwork, il che ci lascia immaginare un live show della band alquanto intenso e creativo! Da provare se si ama la continua sorpresa e il brivido dell' imprevisto senza occhio per la più scontata delle classifiche. 

Molto godibile per:tutti i synthofili e amanti della psichedelica non scontata.

Da evitare per: sostenitori della teoria " strofa + ritornello= ok"



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